Attività e proposte del Gruppo Pensionati Caino "LA RODA" Codice Fiscale 98152000174
lunedì 20 febbraio 2023
PER DOVERE DI TRASPARENZA - PARTE SECONDA
mercoledì 18 gennaio 2023
TOMBOLA E ... ALTRO
Domenica 29 gennaio 2023 ci troviamo un’altra volta dagli Alpini per un pomeriggio in compagnia. Programma:
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Ore 14,00 Consegna delle “cartelle” della Tombola;
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Ore 14,30 Inizio estrazione numeri;
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Ore 16,00 coffe break;
·
Ore 16,30 Si riprende giocando a carte
(Briscola-Burraco-Cicia);
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Ore 18,00 Fine dei giochi.
Contributo di 5 Euro comprensivo di 3 cartelle.
Costo
aggiuntivo di 1 Euro per ogni cartella in più (2 Euro per tre cartelle).
Il CD
sabato 7 gennaio 2023
AVVIO ATTIVITÀ 2023 - Si gioca a carte
Domenica 15 gennaio 2023 ci troveremo alla Casa degli Alpini con il seguente programma:
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Ore 14,00 Registrazione dei presenti;
·
Ore 14,30 Avvio delle gare a carte (se ci sarà un
numero sufficiente di adesioni, altrimenti sfide libere);
·
Ore 16,00 coffe break;
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Ore 16,30 Ripresa delle gare;
·
Ore 18,00 Proclamazione dei vincitori.
È necessario iscriversi telefonando ad Angelo
(339/1337426) entro venerdì 13 gennaio, per una buona organizzazione.
Se poi vogliamo che il pomeriggio sia soddisfacente
per tutti i partecipanti, sarebbe carino arrivare puntuali.
N.B.
Dal momento che non abbiamo un locale
sufficientemente ampio per contenere tutti, dobbiamo ricorrere alla
disponibilità degli Alpini che ci mettono a disposizione la loro sede ad un
costo contenuto.
Per far fronte a queste spese chiediamo a tutti i
partecipanti un contributo di 5 Euro.
È la prima volta che ci organizziamo in questo modo
ma non abbiamo altro modo per finanziare l’iniziativa.
Se la partecipazione sarà numerosa potremo
ritrovarci un’altra volta, senza chiedere un altro contributo, altrimenti si
vedrà.
domenica 2 ottobre 2022
PER DOVERE DI TRASPARENZA
Premessa:
Il 13/11/2007 il Consiglio Direttivo del Gruppo Pensionati
Caino congiuntamente riunito con quello dell’Associazione Volontari La Roda de
Scorta, decidono che i soci del Gruppo Pensionati confluiranno
nell’Associazione Volontari la Roda de Scorta dopo l’elezione del nuovo organo
dirigente.
Con verbale del 13/12/2007 viene accolta all’unanimità, dal
Consiglio Direttivo del Gruppo Pensionati e dell’Associazione Volontari la Roda
de Scorta la proposta di istituire un Fondo separato per offrire solidarietà
agli anziani soli e bisognosi.
Il 4/11/2008 viene deciso all’unanimità dalle due
associazioni che le poste finanziarie, i beni e le attrezzature del Gruppo
Pensionati Caino formino il capitale del Fondo amici della Roda da dare in
gestione ad almeno tre persone da eleggere entro il 31/12/2008.
Con verbale del 29/12/2008 delle due associazioni, viene
eletto il Comitato di gestione del Fondo Amici della Roda.
All’Assemblea ordinaria del 18/1/2009 il presidente uscente e
coordinatore delle due associazioni, nella sua relazione, spiega chiaramente la
forma autonoma e quanto si prefigge il Fondo di solidarietà (Che è rivolto ad
anziani soli). Il patrimonio al 31/12/2008 ammonta a 19.869,15 euro.
Il Fondo amici della Roda ha continuato ad erogare i suoi
contributi seguendo le sue finalità fino a quando è stato possibile conoscere
direttamente una necessità reale (La tutela della privacy non ha consentito di
utilizzare altre fonti).
Tutto ciò premesso, visto che al momento non c’è più nessun
anziano che possa risultare beneficiario del Fondo amici della Roda secondo le
modalità stabilite, che per le norme intervenute è diventato costoso investire la
liquidità in operazioni che assicurino un rendimento, le due associazioni che
in passato sono state promotrici di questo FONDO, il Gruppo Pensionati di Caino
La Roda e l’Associazione Volontari Caino La Roda de scorta, decidono di
estinguere il Fondo di cui si parla ammontante a 22.500,00 Euro, destinando ognuna
il 50% in beneficienza agli Enti sotto indicati, con versamento da effettuarsi
in data odierna.
Dopo tali versamenti li Fondo amici della Roda cesserà di
esistere e non potrà più essere ripristinato sotto questo nome.
La destinazione del Fondo è così suddivisa:
Il GRUPPO PENSIONATI CAINO LA RODA elargisce all’ AIL Brescia € 11.250,00;
L’ASSOCIAZIONE VOLONTARI LA RODA DE SCORTA elargisce a:
PARROCCHIA SAN ZENONE IN CAINO € 7.250,00;
SCUOLA MATERNA “ABRAMO LODA” € 4.000,00.
Il Presidente del Gruppo Pensionati
Caino Il Presidente
dell’Associazione Volontari Caino
Rinaldi
Bruna Groppetti Cecilia
Caino, 28 settembre 2022
venerdì 9 settembre 2022
PROGETTO "BOTA VIA' NIENT" - ALBO DEI DONATORI
AGIORNAMENTO AL 9 SETTEMBRE 2022Amministrazione Comunale
domenica 1 maggio 2022
PROVE DI LIBERTA' PER UNA VACANZA IN COMPAGNIA
VACANZE
A CERVIA
Dal
26 giugno al 9 luglio 2022
Per una bellissima vacanza al mare riproponiamo uno
splendido Hotel a pochi metri dalla spiaggia, con trattamento da veri
villeggianti. L’Hotel Manuela 3*** dispone di tutti i confort e degli spazi per
un riposante soggiorno, con ampio giardino e veranda. Cucina particolarmente
curata con colazione a buffet e pranzo e cena con scelta tra 3 primi e 3
secondi accompagnati da buffet di verdure.
Quota:
Euro 855,00 per persona in
camera doppia
(Supplemento singola € 140,00)
Comprende: Bus A/R G.T.
Sistemazione in camere doppie con
servizi privati (Aria condizionata-Cassetta di sicurezza-TV-Phon);
Trattamento di pensione completa dal pranzo
del primo giorno al pranzo dell’ultimo;
Bevande
ai pasti ¼ vino e ½ minerale;
Servizio spiaggia 1 ombrellone con 2 lettini;
Assicurazione medico-bagaglio.
Non comprende: Tassa soggiorno da pagare direttamente in Hotel.
Nel caso di
partecipanti con età pari o superiore ad anni 80 la garanzia annullamento è
valida solo in caso di ricovero ospedaliero.
NOTA BENE: CAMERE LIMITATE
mercoledì 9 marzo 2022
IL MOLISE E LE ISOLE TREMITI
1° giorno – Venerdì 22
Aprile - Termoli
Ritrovo nel luogo e all’orario
stabilito e partenza in direzione del Molise.
All’arrivo a Termoli pranzo in
ristorante.
Nel pomeriggio visita guidata della
città.
Al termine sistemazione in Hotel,
cena e pernottamento.
2° giorno – Sabato 23 Aprile
– Isole Tremiti
Prima colazione in Hotel e giornata
dedicata ad un’escursione guidata alle Isole Tremiti.
Gita dell’arcipelago in barca con
visita delle grotte e una breve sosta nel parco marino per ammirare la statua
di Padre Pio immersa nell’acqua. Visita guidata dell’Isola di San Nicola.
Trasferimento in barca all’Isola di San Domino. Pranzo in corso
di escursione. Rientro in Hotel per cena e pernottamento.
3° giorno – Domenica 24 Aprile
– Larino e Campobasso
Prima colazione in Hotel. Lasciando
la zona costiera ci si dirigerà all’interno del Molise per visitare con guida
la cittadina di Larino con l’Anfiteatro, la Cattedrale di S. Pardo e
passeggiata nel borgo. Sosta per il pranzo.
Nel pomeriggio visita alla città di Campobasso
fino al Castello di Monforte.
Al termine trasferimento in Hotel,
sistemazione nelle camere, cena e pernottamento.
4° giorno – Lunedì 25 Aprile
– Saepinum
Prima colazione in Hotel. Visita
guidata della città romana di 2000 anni fa chiamata la “Pompei del Molise”, Saepinum,
che nel medioevo mutò il nome in Altilia.
Visiteremo le Terme e l’antico mercato.
Nel pomeriggio inizia il viaggio di
ritorno con pranzo lungo il percorso.
Arrivo a Brescia in serata.
CARTA IDENTITA’ E GREEN PASS
OBBLIGATORIO.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE € 590,00
Supplemento camera singola € 89,00
ACCONTO ALL’ISCRIZIONE € 150,00
PRENOTAZIONE ENTRO IL 20 MARZO
martedì 28 dicembre 2021
NON POTEVAMO ESCLUDERE IL PROGETTO DAL NOSTRO CALENDARIO
giovedì 11 novembre 2021
I PROGETTI MESSI IN CAMPO
Il progetto ha permesso di
raccogliere circa 1000 articoli usati dai nostri avi nelle varie attività, sia
domestiche che contadine o artigianali.
Gli articoli sono stati catalogati
per data di ricezione, condizione e nominativo del donatore.
Attualmente tutto è stato depositato
su scaffali offerti dalla “Cooperativa Futura” e dalla Parrocchia di Caino in
un’area messa a disposizione dal Comune.
La raccolta continua in attesa di
avere uno spazio maggiore dove allestire uno spaccato di una zona della casa o
di una attività (cucina, camera, stalla, ecc.).
Funerali calmierati
Contratto sottoscritto nel 2019 con tre imprese di Pompe Funebri (Vedi post precedenti). Abbiamo affidato all'Amministrazione Comunale la facoltà di rinnovare il contratto che scade ad aprile 2022.
Banca dei ricordi
È un progetto che si prefigge di
raccogliere documentazione storica cartacea di ogni tipo o recante notizie
utili da conservare.
Attualmente abbiamo a disposizione
giornali d’epoca e articoli su avvenimenti storici, raccolta di settimanali,
libri del primo novecento e altri documenti.
Sentiamoci
Da cinque anni manteniamo i contatti telefonici con i soci che per malattia o altro non possono frequentare le nostre attività. Durante le chiusure dovute alla pandemia abbiamo poi integrato questa attività con messaggi reciproci di Whatsapp stemperando così la solitudine e tutta la tristezza dei soci in quei momenti.
Stampe e pubblicazioni
Per i soci è
stato pubblicato “Diario Röda”, “Per mia desmentegà” e un libretto, “Uomini,
ominicchi e quaquaraquà”.
Il
tradizionale foglio A4 è stato sostituito da
“La Us” notiziario periodico. La raccolta di questi notiziari è
confluita in tre libri: US 1 – US 2 – US 3.
Ora è in
preparazione di stampa il dizionario nuovo “Per mia desmentegà” che ha
ampiamente integrato e modificato quello precedente, con la forma italiano-dialetto
e dialetto-italiano.
Fondo di solidarietà
Il Gruppo Pensionati Caino gestisce il Fondo Amici della Röda che ogni anno eroga un piccolo contributo a persone sole che ne hanno bisogno.
Purtroppo per poter conoscere i
soggetti in difficoltà non abbiamo altro mezzo che il nostro orecchio, poiché
la difesa della privacy ci impedisce ogni altra strada.
Le nostre contrade
Attualmente siamo
impegnati nella raccolta di informazioni sulla conformazione delle contrade di
Caino individuando le famiglie che vi hanno dimorato.
giovedì 11 marzo 2021
LA CONTRADA DEL FOLLO E LA SUA CHIESETTA
Il
termine follo, come è noto a tutti, ha a che fare con la lavorazione della
carta, con le cartiere. Follo deriva dal tedesco Fol o dal gotico Fulls. Fullen
significa riempire e fulà, in dialetto, indica calcare, pigiare. Per la
lavorazione della carta nei secoli scorsi la materia prima era rappresentata dagli
stracci che venivano pigiati e pestati, messi a macerare in vasche piene d’acqua.
Ancora
oggi sulle carte topografiche, la nostra contrada è indicata come “Follo
Scanzi” dal nome della famiglia nobile che vi abitava.
Alcune
informazioni sugli Scanzi sono fornite da un cronista del ‘500, Pandolfo
Massino, che scrisse appunti sulle famiglie più in vista del tempo, appunti per
la verità pieni di rabbia e acredine.
Gli
Scanzi erano nobili e facevano parte del Consiglio di Brescia. Gli statuti del
tempo impedivano ai componenti il Consiglio di esercitare “arti meccaniche”
o “la mercanzia”, sembra invece che gli Scanzi, in barba agli statuti, oltre
che produrre carta, avessero anche una bottega sul Corso.
Scrive
Massino: “… vennero da Scanzo terra bergamasca, di quali n’è venuto ser Zoan
Battista Scanzo che tolse la figliola di meser Antonio Lana, et per ditta
parentela fo fatto dè Consilio de Bressa, ma mi Pandolfo Massino li ho visti a
vendere papero et sulla sua botega haverghe de Rasi Todeschi et Candelieri et
Bazine et cose mercantiali da vendere.
Questa
città va de mal en peggio. Hamo tolto (tollerato) bastardi e figlioli de
monache et homicidiari et botigeri, hosteri, soyari, confetori, barberi,
parolari et assai altri generationi de artisti ed anche de sodomiti che fanno
banditi per sodomia, et di ladri quali son banditi; ma per sette e pratiche
fanno ogni cosa”.
In
una polizza d’estimo dell’anno 1490, G.B. Scanzi (lo stesso citato dal Massino)
dichiara di aver casa sul Corso e di gestire una cartiera in Caino. Nel 1540,
Orazio Scanzi ha ancora una cartiera ed inoltre una fucina per la
lavorazione del ferro.
Nel
1601, Camilla Scanzi vedova Comotti, lasciò 200 lire planet alla Parrocchia
costituendo una capellania, la capellania Comotti all’altare di S. Rocco, per
la celebrazione di una Messa quotidiana.
Verso
la fine del ‘600 gli Scanzi, che abitavano a Brescia in Via S, Chiara al numero
14, vendettero le proprietà in Brescia, Nave, Collebeato ai nobili Serina ed
affittarono la cartiera di Caino per Lire 198 annue. Agli Scanzi subentrarono i
Brozzoni che si stabilirono a Caino agli inizi del 1700 e continuarono la
lavorazione della carta.
Che
fosse una famiglia agiata e rinomata è dimostrato anche dal fatto che fornì tre
sacerdoti, don Biagio (prete in Caino dal 1760 al 1779), don Giacomo (arciprete
del paese nel 1800) e don Angelo (coadiutore dal 1826 al 1865). Di
quest’ultimo, un quadro conservato nella sacrestia della chiesa parrocchiale,
ci informa che nacque nel 1802 e che in seguito fu vicario foraneo a Preseglie.
G.B.
Brozzoni intorno al 1730 fece costruire la chiesetta del Follo dedicandola al
santo del suo nome. Morì nel 1775 e vi fu sepolto. Sulla sua tomba è scritto:
“IC IACENT OSSA JOANNIS BROZZONI OBIT DIE XXIII IULII 1775”.
In
una relazione del 1734 in occasione della visita del cardinale Angelo Maria
Querini, il rettore don Giuseppe Ghedi ancora non accenna alla chiesetta di S.
Giovanni Battista. Probabilmente fu edificata in seguito, forse proprio da quel
Giovanni Brozzoni che là è sepolto e dedicata al suo Santo.
In realtà la chiesina è dedicata a due santi e all’interno
sono esposti due quadri: quello sull’altare rappresenta S. Giovanni Battista,
l’altro S. Antonio Abate.
Vi è anche una scultura di Tarcisio Bertoli, per la
verità di non grande interesse. Si tratta di un primo studio eseguito nel 1936
della Pietà per il santuario della Madonna delle Fontane. E’ collocata a
ridosso della parete in sostituzione di un vecchio arazzo consunto.
Sui muri vicini sono visibili due dipinti che
rappresentano la Fuga in Egitto e la Deposizione. Si tratta, di opere di
pregevole fattura, purtroppo assai deteriorate.
Alla
chiesetta vi si reca per la celebrazione della Messa il 24 giugno, S. Giovanni
Battista e il 17 gennaio, S. Antonio Abate la cui devozione si deve anche a una
particolare leggenda.
Ora
la cartiera originale è stata completamente trasformata, mentre quella sorta
successivamente, nell’ambito della famiglia Comini, è ridotta in rovina.
L’APPARIZIONE
DI S. ANTONIO
Quel
pomeriggio, quando l’incendio divampò, il Follo era deserto. Era Domenica
infatti e gli operai della cartiera non lavoravano. Anche i contadini che da
poco avevano portato al sicuro l’ultimo carro di fieno erano andati in paese
per le sacre funzioni e per qualche ora di svago. Il fuoco che a lungo aveva
covato sotto gli stracci e la carta, guizzò improvviso, si allungò rapidamente
e, favorito da sterpi disseccati, si preparò ad assalire la colombaia. In quei
mesi l’erba era cresciuta abbondante e c’era fieno in ogni angolo. Anche sotto
il tetto della chiesetta di S. Giovanni Battista era stato ricavato un fienile
che, ricolmo e aperto, spandeva per strada un intenso profumo.
Unico
presente al Follo era un certo Batistì, rimasto suo malgrado. Quel giorno
infatti aveva mangiato come non ricordava da anni e naturalmente alzato un po’
il gomito, e sonnecchiava piacevolmente al fresco sulla loggia mentre fuori il
sole di luglio arroventava la strada.
Quando
tra un pisolino e l’altro alzò la testa dal tavolo non colse immediatamente la
stranezza di ciò che vide: un fraticello passeggiava tranquillamente sul tetto
della chiesa, vestito di saio, col cordone bianco ai fianchi e un breviario
aperto fra le mani. Ci volle un certo tempo perché la mente annebbiata di
Batistì afferrasse l’eccezionalità della cosa. Balzò dalla sedia facendosi il
segno di Croce: mai più avrebbe ecceduto con il vino in avvenire! Ma il
fraticello era sempre lì, sul tetto, che passeggiava avanti e indietro. Anche
Batistì, quasi inconsciamente, fece qualche passo sulla loggia per seguirne i
movimenti. Fu allora che, completamente sveglio, percepì l’odore acre del fumo
e vide il Follo circondato dalle fiamme. Si precipitò di sotto rotolando per
l’ultima rampa di scale e piombando in cortile in una nuvola di polvere. Si
attaccò alla campana suonando come un disperato.
In
paese gli uomini si guardarono scambiandosi una muta domanda, poi il fumo che
si levava rese evidente la natura di quel messaggio. Accorsero in molti e tutti
furono testimoni di quel fatto miracoloso: il fuoco aveva stretto in un cerchio
la chiesetta ma le fiamme si innalzavano dritte verso il cielo, quasi non
volessero toccare le pareti del sacro luogo.
Neppure
una scintilla era caduta sul fienile, miracolosamente intatto. Era come se il
piccolo frate che ancora sul tetto pregava, avesse steso intorno un’invisibile
barriera contro il fuoco.
Quando
il primo secchio d’acqua, passando di mano in mano attraverso una catena che
arrivava dal Garza fu rovesciato per fermare l’incendio, il frate scomparve: la
sua missione era finita.
Per
molte ore gli uomini lottarono, ma alla fine ebbero ragione delle fiamme. La
cartiera e la colombaia avevano subito danni, ma non irreparabili ed erano
salvi il lavoro e la fatica di tanta gente. Anche il raccolto fu in gran parte
salvato.
I
dipinti del Follo furono in quell’occasione parzialmente rovinati, ma la chiesa
non aveva subito il minimo danno. Tutto questo, si convenne, grazie al
fraticello che aveva dato l’allarme a Batistì e protetto la casa del Signore.
La
gente vide nell’umile frate S. Antonio in persona e per riconoscenza la
chiesetta del Follo venne dedicata anche a S. Antonio Abate, considerato
patrono dei cartai e dei contadini. Un quadro che lo rappresenta fu
commissionato dagli abitanti della contrada come ringraziamento e ricordo
dell’avvenimento.
Leggende e storie di Caino
Commissione Biblioteca Caino – 1979
F. Gatelli Dicembre 1985
Bollettino parrocchiale 1999










