mercoledì 10 agosto 2016

DAL NOSTRO NOTIZIARIO

LA VOCE

Una ferita troppo dolorosa perché anche un solo caso nella Chiesa è troppo. Lo sappiamo bene anche a Brescia, soprattutto in questi giorni (circa il parroco di Corna di Darfo ndr). Nel mondo la bomba dei preti pedofili esplose sul piano mediatico nel 2002, a Boston.
L’inchiesta avviata dal quotidiano “The Boston Globe” fu durissima. Da allora la risonanza mediatica fu clamorosa. La Chiesa Cattolica ad oggi è però l’unica istituzione al mondo ad aver compiuto una lotta a tolleranza zero contro la pedofilia. Non l’hanno fatta le altre chiese e religioni, tutte pervase dalla pedofilia e con numeri in proporzione anche maggiori, non l’ha fatta nessuna istituzione, né quelle sportive, né quelle sanitarie e neppure quelle educative. … In Italia sulla base dei dati ministeriali (Censis) circa lo 0,07% dei casi di pedofilia riguarda il clero: questa infatti la percentuale di sacerdoti italiani condannati in 50 anni, mentre nella società civile esistono invece 21 mila casi di pedofilia ogni anno. La lotta così radicale della Chiesa Cattolica, voluta anzitutto da papa Benedetto XVI, è per questo esemplare. L’ultima disposizione è di papa Francesco e riguarda la rimozione dei vescovi negligenti ed omertosi. Insomma non possiamo abbassare la guardia. Si, perché un prete pedofilo e abusante è un assassino dell’anima. Si, perché i danni che le vittime subiscono sono incalcolabili. Si, perché il tradimento del Vangelo è abissale. Si, perché la ferita colpisce indelebilmente la Chiesa e tutto il suo presbiterio.


Adriano Bianchi – Direttore “Voce del Popolo” 16 /6/2016

CAINO E LA SUA STORIA

GIOPPINO
“Giupì” è stato ospite a Caino più di una volta. La celebra maschera bergamasca era raccontata con le sue storie nel cortile di quella che era la trattoria del “Giardinetto” gestita da Maria Minetta. Il cortile era situato ove oggi c’è la terrazza del Centro Sociale e vi si accedeva, per l’occasione, da un grande portone, normalmente chiuso.
Nei paesi della nostra provincia l’arrivo dei burattinai era un evento straordinario che interrompeva le abitudini quotidiane.
Accovacciati in prima fila i bambini non si perdevano una battuta delle storie raccontate, con occhi incantati guardavano i burattini pronti a rotolarsi dalle risate alla minima occasione.

CONOSCENZE  E CURIOSITA’

PORTA BRUCIATA a Brescia
Porta bruciata si trova in fondo ai Portici, in Piazza della Loggia: è l’antica porta romana sulla via di Milano, di Bergamo e delle valli, sovrastata da una torre medioevale del XII secolo. Il suo nome deriva da un incendio che deve averla colpita nel 1184 quando tutto il quartiere circostante ebbe a subire gravi distruzioni per le fiamme.
Nell’alto medioevo, intorno alla porta, grazie alla ricchezza di acqua del luogo, sorgevano concerie, tintorie, mulini.
Nel 1433 gran parte della zona venne abbattuta per lasciar posto alla rinascimentale Piazza della Loggia.
Almanacco Popolare Bresciano 1992

NOTIZIE PER LA FAMIGLIA

UN TRATTATO CHE RENDE IL CIBO MENO SICURO

Greenpeace Olanda ha pubblicato a inizio maggio dei documenti segreti sul TTIP, il controverso accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea che avrebbe gravi ripercussioni per l’ambiente e per oltre 800 milioni di cittadini.
L’obiettivo è quello di eliminare le cosiddette “barriere” al commercio. Alcune di queste, le cosiddette “barriere non tariffarie, riguardano standard sanitari e di sicurezza, norme relative all’etichettatura o alla tutela dell’ambiente. Per esempio, l’UE non permette le importazioni dagli USA di carne di animali trattati con ormoni della crescita, pratica collegata a casi di cancro o altri problemi di salute. Ma l’industria agroalimentare americana vede queste restrizioni come barriere al commercio. Il TTIP potrebbe permettere l’accesso in Europa di molti più prodotti geneticamente modificati e i cittadini potrebbero presto trovarsi a mangiare carne con ormone della crescita, frutta e verdura ricca di pesticidi o polli trattati con cloro.
Luca Iacoboni – Greenpeace Italia 

Mentre scriviamo un altro trattato segreto si appresta ad essere approvato dall’UE senza l’approvazione dei parlamenti nazionali: il CETA infatti ricalca alcune parti contenute nel TTIP, solo che, in questo caso, l’altro contraente non è l’USA ma il Canada.
Il brutto è che il nostro Governo, con il ministro Calenda in testa,  è uno tra i pochi a sostenere che i governi nazionali non devono avere voce in capitolo, non devono obiettare ne protestare.
Ed è fin troppo palese l’intenzione di far passare ad ogni costo il CETA come “cavallo di Troia” per la successiva ratifica del TTIP.
Infatti il commercio del Canada si basa principalmente sulle multinazionali degli USA quindi diventerebbe un “precedente” di grande peso sulle trattative successive riguardanti il TTIP.
Angelo

PERSONALITA’  BRESCIANE

ATTILIO FRANCHI
Nasce a Brescia il 15 ottobre 1860 da Gaetano e Marietta Salvi. Di vecchia famiglia di commercianti del ferro e di industriali della seta, poco più che ventenne e primo nato di 14 fratelli fu alla direzione dell’azienda famigliare.
Nel 1886 iniziava a Sant’Eustacchio con il fratello Camillo ed assorbendo il primo maglio, la prima fonderia italiana per la fusione dei cilindri per i laminatoi, creando così un’attività nuova accanto alla vecchia filanda. La fonderia, che ebbe il nome “Fratelli Franchi”, si specializzò, prima fra tutte in Italia, nella fusione dei cilindri per la nascente industria siderurgica.
Nel 1900, acquistando il brevetto americano “Griffin” per la fusione di ruote per la ferrovia, Attilio Franchi ampliò la sua attività industriale, che presto comprese anche settori meccanici.
Nel 1915 assorbiva la “A. Gregorini” di Lovere, poi la “Metallurgica Bresciana Tempini” ed altri stabilimenti a Dalmine, Forno d’Allione, Ospitaletto e fece riattivare vecchi alti forni nella Valle Seriana, di Scalve e di Lovere. Verso la fine della prima guerra mondiale il gruppo industriale capitanato da Attilio Franchi contava circa trentamila operai.
Nel contempo controllava anche la fabbrica d’armi da caccia “Luigi Franchi”.
Nel 1918 fu tra i sostenitori più decisi della ferrovia Brescia-Trento, lungo il tracciato Lago di Garda, Sarche, Trento che però non venne realizzato. I così detti “profitti di guerra” costrinsero il gruppo a ricorrere a finanziamenti bancari che finirono con l’emarginarlo dalla Società insieme al fratello Camillo. Il complesso industriale fu disciolto, le spoglie divise tra molti ed il suo nome eliminato anche dalla denominazione della Società.
Si ritirò a Marone nel 1922 dove riuscì a ricomperare la “Dolomite di Marone” che egli stesso aveva fondato per produrre il materiale refrattario basico necessario al rivestimento dei forni da acciaio.
Nel 1926 fondò, sempre a Marone, la “Società Elettrografite” prima in Italia per la fabbricazione degli elettrodi di grafite per i forni da acciaio ed ebbe poi il coraggio di trasportare tutto il costosissimo impianto da Marone a Forno d’Allione per avere energia elettrica a buon mercato.
Nel 1932, stanco di lottare contro la crescente concorrenza americana e deluso dall’incomprensione dei governi dell’epoca, concluse un accordo con la grande casa americana Acheson che entrò come azionista di maggioranza della “S.A. Elettrografite di Forno d’Allione”.
Ancora fervido di iniziative, a 73 anni, fonda a Marone una modernissima fabbrica tessile, la società “Feltri Marone” per la produzione dei feltri di lana per cartiera.
Morì il 29 marzo 1939 a Marone nella sua casa dentro lo stabilimento della Dolomite.
Enciclopedia Bresciana
NOTE PER LO SPIRITO

DAL SALMO 39
Eccomi, eccomi! Signore io vengo.
Eccomi, eccomi! Si compia in me la tua volontà.

E’ il ritornello della canzone liturgica che si rifà al salmo 39 di Davide che si abbandona nelle braccia di Dio.
Questa lode è l’espressione più alta della fede in Dio Padre Onnipotente con conseguente abbandono alla sua volontà.
E’ la sfida aperta contro la morte terrena per la conquista della vita eterna. “Su di me (Dio) si è chinato; mi ha accompagnato per farmi evitare la melma fangosa delle mie debolezze; mi ha fatto capire cosa è bene e cosa è male facendomi poggiare i piedi sulla salda roccia (della fede). Ora sono pronto Signore, vengo da te.”

SALUTE

STANCHEZZA, PALLORE, POCO APPETITO
L’ANEMIA «SOTTOVALUTATA
Pallore, stanchezza, poco appetito. Sono le «preoccupazioni delle nonne», spesso sottovalutate. Ma dietro questi segnali ci può essere qualcosa degno d’avvero di attenzione. Se si aggiunge la perdita dei capelli e la debolezza delle unghie, forse si soffre di anemia, un disturbo banalizzato che invece può nascondere malattie dovute a carenza di ferro, curabile, ma anche, in qualche caso, la spia di malattie come celiachia, infiammazioni intestinali, renali, malattie di cuore e tumori. Per questo clinici, farmacologi e ricercatori si sono riuniti a Verona dall’11 al 14 settembre per il congresso europeo sul metabolismo del ferro e richiamare l’attenzione di istituzioni sanitarie e opinione pubblica sul tema carenza di ferro, spesso causata dalle diete vegetariane sbilanciate.

 La diagnosi
«Basta un esame emocromocitometrico per diagnosticare un’anemia da carenza di ferro- dice Ovidio Brignoli, vice presidente Società italiana di medicina generale. Se l’emoglobina è sotto i 12 g/dl, se il globulo rosso è piccolo (inferiore a “75”) e la ferritina è scarsa, allora può essere opportuno sottoporsi a una terapia per ristabilire i livelli del ferro. Se il trattamento funziona, ritorna il benessere, ma se il disturbo rimane allora bisogna consultare uno specialista e valutare se si tratta di celiachia, tumore gastrico, mielodisplasia o una malattia infettiva».

Negli anziani
«L’anemia nell’anziano rappresenta un problema molto comune, dato che la sua prevalenza aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età – dichiara Domenico Girelli, Ordinario di Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Verona e Coordinatore del locale Centro di Riferimento per le Malattie del Ferro - Ciò nonostante, tradizionalmente vi è sempre stata una forte sottovalutazione del problema da parte di medici, decisori istituzionali, e pubblico, che tendono a considerare il fenomeno come un fatto “para-fisiologico” (in altri termini “normale”), secondario ad altre malattie (infiammatorie, neoplastiche, renali, etc.), nella cui diagnosi e cura si investono maggiori impegno e risorse. A meno che i livelli di emoglobina circolante arrivino a valori allarmanti (sotto i 9-10 g/dl, considerando che i valori normali sono maggiori di 12-13 g/dl)». «Negli ultimi anni – continua Girelli - una serie di evidenze scientifiche concordi ha, invece, dimostrato che l’anemia nell’anziano ha di per sé un impatto primario sulla qualità di vita, favorendo il declino delle performance globali e cognitive e anche sulla stessa sopravvivenza.

Tratto da un articolo di Edoardo Stucchi – Corriere della Sera

lunedì 30 maggio 2016

FONDAZIONE UGO DA COMO - S. MARTINO DELLA BATTAGLIA - CASTELLARO LAGUSELLO



Proponiamo ai soci una gita di una giornata in riva al Garda Domenica 26 giugno alla scoperta dei monumenti della nostra provincia.
La quota di partecipazione è di € 50 euro (pranzo e ingressi compresi) da versare entro il 18 giugno.

Il programma dettagliato a richiesta o al momento dell’iscrizione. 

mercoledì 27 gennaio 2016

NELLA VALLE DELLE VALLI



VALLE D’AOSTA
25 - 26 – 27 – 28  maggio 2016



Il Gruppo organizza un tour in Valle d’Aosta con il seguente programma: (Per chi non può salire al Bianco è prevista alternativa)



25/5              CAINO - CHATILLON

                     Pranzo ad Arnad

                     Visita libera al Forte di Bard e al Castello di Issogne

                     Cena e pernottamento a Chatillon.

26/5              CHATILLON – CERVINIA – AOSTA - CHATILLON

Mattinata a Cervinia.

Pranzo ad Aosta

Visita guidata ai monumenti principali ad Aosta

Visita guidata al Castello di Fenis

Cena e pernottamento a Chatillon

27/5              CHATILLON – COGNE - CHATILLON

Giornata in Valle di Cogne

Sosta ad Aymavilles presso il Ponte romano d’Ael

Pranzo a Cogne

Cena e pernottamento a Chatillon.

28/5              CHATILLON – COURMAYEUR - CAINO

Salita facoltativa in funivia sul Monte Bianco (Solo con benestare del medico)

                     Pranzo a Villeneuve

                     Ritorno a Caino

(Programma dettagliato al momento dell'adesione)



                     



Caparra di 150,00 Euro entro 27 marzo 2015

(Per ulteriori informazioni telef. Angelo 3391337426)

venerdì 27 novembre 2015

ÈL SANGUÈN

La sanguinella, in dialetto sanguèn, è una pianta una volta molto comune lungo le siepi e ancora oggi molto diffusa nei nostri boschi. I cacciatori conoscevano perfettamente la loro dislocazione, perché le loro bacche costituiscono tuttora il “banchetto” per gli uccelli e, ormai molto tempo fa, quando la caccia non era perseguitata, si aggiravano tra boschi puliti per portare a casa il loro carniere. Ora queste piante sono circondate da rovi e il povero e tartassato cacciatore non può nemmeno avvicinarsi. Ma l’indisturbato uccellino che saltella tra i rami della sanguinella, invece che finire in padella, ha buone possibilità di morire nelle pianure avvelenate. 

venerdì 4 settembre 2015

AZZURRA LIGURIA

       

Il 3 ottobre 2015

Il GRUPPO PENSIONATI propone un assaggio della Liguria con la visita ad alcuni borghi che meglio rappresentano la Regione in termini naturalistici e storici. Abbiamo cercato di rendere compatibile il tempo a disposizione con il necessario relax che l’ambiente naturale richiede per essere apprezzato e donare benessere ai visitatori.

CERVO – PIGNA – NOLI – FINALBORGO – BORGIO VEREZZI.




La somma dovrà essere versata a un componente del Consiglio Direttivo entro e non oltre il 20 di settembre 2015.

(Per informazioni telefonare Angelo 3391337426)

sabato 15 agosto 2015

NON BUTTATE VIA …


Nella seduta del 12 agosto il Consiglio Direttivo del Gruppo Pensionati ha deciso di occuparsi degli oggetti e degli attrezzi antichi che riguardano la storia di Caino. Il motivo di questa decisione nasce dal fatto che troppo spesso ci capita di sentire: “Avevo una certa cosa e l’ho buttata”. Per favore non buttate più via l’oggetto che può costituire un ricordo. Abbiamo intenzione di chiedere all’Amministrazione Comunale dei locali per raccogliere quanti più oggetti possibile per non disperderli, catalogarli perché un giorno possano essere esposti e raccontare la loro storia. Inoltre la catalogazione consentirebbe anche di conservare in custodia il materiale di chi non volesse perderne la proprietà.
Abbiamo già un buon numero di oggetti, ma siamo certi ce ne siano ancora tantissimi nelle nostre case che possono essere salvati e costituire un patrimonio di ricordi dei nostri avi.

Se non la ritenete un’idea sbagliata aiutateci, anche coi vostri consigli.

lunedì 15 giugno 2015

LA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI

Dopo alcune occasioni di incontro promosse dall’amministrazione comunale, le associazioni di Caino regolarmente costituite, operanti sul territorio comunale ed extracomunale, si sono riunite lo scorso 8 Giugno nella sede comunale insieme alla Giunta ed al consigliere Graz (la Dottoressa) per formalizzare la costituzione della CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI.
Alle stesse era già stato inviato il regolamento in visione per eventuali osservazioni, approvato successivamente in CC, che stabiliva chi fossero oggi e chi saranno gli attori del tavolo: sono ammesse a fare parte della Consulta tutte le associazioni operanti sul territorio, previo depositare lo statuto o copia dell’atto costitutivo; dopo tale adempimento presso la segreteria, è sufficiente richiedere di farne parte.
È stato ribadito che non sarà pregiudiziale al fine di ricevere contributi economici, ma certo partecipare alle attività sarà  “una marcia in più”.
Nella seduta si è formalizzata l’elezione del presidente, vicepresidente e segretario, e stabilita la durata in carica del presidente, che come già dettato da regolamento potrà essere rieletto solo una volta consecutiva. Ricordiamo che il presidente della consulta sarà il rappresentante delle associazioni di Caino in comunità montana al tavolo delle associazioni.
Siamo soddisfatti che il nome da noi proposto abbia raccolto il consenso di tutti i rappresentanti presenti e sia stato eletto Presidente Merigo Marco ( Associazione RIO DE ORO);
Vicepresidente Mazzoleni Daniele (V.A.C.);
Segretario De Giacomi Francesco ( CARITAS).
La durata del mandato presidenziale sarà di 3 anni.
Ci piace ribadire un intervento in risposta alla domanda posta dal candidato presidente prima di accettare la nomina.
Chiese Marco: “presidente di che cosa? Che cosa vogliamo che sia la Consulta? “
Risposta condivisa dai più: “ La Consulta è la riunione dei rappresentanti delle associazioni, una riunione che si da un obbiettivo più alto della propria identità associativa, seppur mantenendola interamente.  Il bene comune viene messo al centro, quando la collaborazione deve necessariamente superare qualsiasi campanilismo o divergenza, al fine di unire le risorse in occasioni che vadano oltre l’interesse immediato dell’associazione, dove ogni singolo sforzo unito a quello degli altri possa tradursi in gesto collettivo denso di significato.”


Con l’auspicio che sia un buon inizio auguriamo alla consulta un buon lavoro, peraltro già imminente.

Enrico

lunedì 25 maggio 2015

IMU - TASI

Il prossimo 16 giugno scade il termine per il versamento dell’IMU per gli immobili che non rientrano nella prima casa.
Devono invece pagare l’IMU le abitazioni principali che figurano appartenere alle case di lusso.
Sempre al 16 giugno scade anche il termine per pagare la TASI dovuta sulle abitazioni principali non assoggettate a IMU.
Rammentiamo che, con le rendite alla mano, è facilissimo rilevare tali imposte e stampare il modello F24 sul sito delle Amministrazioni Comunali. 
I soci possono sempre rivolgersi alla sede del Gruppo Pensionati per farsi assistere (gratuitamente) sia per questi adempimenti che per la dichiarazione dei redditi Mod. 730. Per quest'ultima si ricorda che il termine ultimo è il 7 luglio 2015, indipendentemente che sia presentato mediante precompilato o direttamente all'Agenzia delle Entrate. 

domenica 17 maggio 2015

24 MAGGIO

Era il 24 maggio del 1915, h 4.30, un proiettile austriaco stronca la vita di Riccardo Di Giusto, alpino, 19 anni e mezzo. Prima vittima Italiana di quello che sarà un conflitto bellico terribile. Ricorre il centenario di questa triste pagina, la miseria e la povertà furono scosse da un terremoto sconosciuto, irreparabilmente il futuro che ne seguì fu sconvolto. Il mondo iniziò a cambiare per sempre. Quegli uomini e donne, che molti di noi hanno conosciuto, hanno visto e attraversato questa guerra e anche la successiva; soffrirono privazioni e rinunce delle quali nemmeno loro stessi, benché nati e cresciuti nella miseria, immaginavano l’esistenza. Immaginate un ragazzo di 19 anni di allora e uno di oggi… cosa fu chiamato a difendere allora e cosa è in grado di sopportare oggi.
Non vuole essere retorica, ma la speranza venne puntata, allora come oggi, sui giovani: il domani è casa loro. Ma oggi quali sono le nostre responsabilità? In questi giorni difficili, di crisi e fatiche, di nuova povertà, mi torna in mente che a scuola ci insegnavano a ricordare; i nonni delle contrade ci ricordavano che tutto può finire di colpo. Non siamo più abituati a questo rischio, eppure capita anche oggi, d’un tratto, di perdere molto (in denaro o in diritti). Faccio appello al valoroso onore di quei giovani che ahimè non mi appartiene; faccio appello alla memoria di quei giovani eroi, che ignari di della loro sorte (quasi sempre infausta) andavano verso quel Piave, quell’Isonzo, quel Carso, quell’Adamello… andavano ritti e impavidi, a volte spaventati (perché no?), comunque andavano a prepararci la strada per il futuro di questa nostra Patria. Andavano a difendere il nostro Paese. Mi contento di ricordarli, di continuare a cantare le canzoni che a scuola non si insegnano quasi più, l’unico modo che conosco per non farli morire due volte.  W l’Italia .
“…il Piave mormorava calmo e placido al passaggio…  dei primi fanti il 24 maggio…l’esercito marciava per raggiunger la frontiera… per far contro il nemico una barriera… 
muti passaron quella notte i fanti… tacere bisognava e andare avanti!…“

Enrico

venerdì 24 aprile 2015

DETENZIONE DI ARMI


Sono molte le persone che, per i più svariati motivi, hanno in casa delle armi (anche bianche), prevalentemente da caccia. Nessun problema per chi ha il porto d’armi in regola o ha la scadenza dopo il 2009; gli altri devono dotarsi di certificato di idoneità rilasciato dalla Questura entro il 4 maggio 2015, ai sensi del D.L. n. 121 del 29/9/2013.

Per facilitarne il compito le associazioni venatorie si sono messe a disposizione fornendo tutte le indicazioni e i consigli del caso.