giovedì 11 marzo 2021

LA CONTRADA DEL FOLLO E LA SUA CHIESETTA

 

Il termine follo, come è noto a tutti, ha a che fare con la lavorazione della carta, con le cartiere. Follo deriva dal tedesco Fol o dal gotico Fulls. Fullen significa riempire e fulà, in dialetto, indica calcare, pigiare. Per la lavorazione della carta nei secoli scorsi la materia prima era rappresentata dagli stracci che venivano pigiati e pestati, messi a macerare in vasche piene d’acqua.

Ancora oggi sulle carte topografiche, la nostra contrada è indicata come “Follo Scanzi” dal nome della famiglia nobile che vi abitava.

Alcune informazioni sugli Scanzi sono fornite da un cronista del ‘500, Pandolfo Massino, che scrisse appunti sulle famiglie più in vista del tempo, appunti per la verità pieni di rabbia e acredine.

Gli Scanzi erano nobili e facevano parte del Consiglio di Brescia. Gli statuti del tempo impedivano ai componenti il Consiglio di esercitare “arti meccaniche” o “la mercanzia”, sembra invece che gli Scanzi, in barba agli statuti, oltre che produrre carta, avessero anche una bottega sul Corso.

Scrive Massino: “… vennero da Scanzo terra bergamasca, di quali n’è venuto ser Zoan Battista Scanzo che tolse la figliola di meser Antonio Lana, et per ditta parentela fo fatto dè Consilio de Bressa, ma mi Pandolfo Massino li ho visti a vendere papero et sulla sua botega haverghe de Rasi Todeschi et Candelieri et Bazine et cose mercantiali da vendere.

Questa città va de mal en peggio. Hamo tolto (tollerato) bastardi e figlioli de monache et homicidiari et botigeri, hosteri, soyari, confetori, barberi, parolari et assai altri generationi de artisti ed anche de sodomiti che fanno banditi per sodomia, et di ladri quali son banditi; ma per sette e pratiche fanno ogni cosa”.

In una polizza d’estimo dell’anno 1490, G.B. Scanzi (lo stesso citato dal Massino) dichiara di aver casa sul Corso e di gestire una cartiera in Caino. Nel 1540, Orazio Scanzi ha ancora una cartiera ed inoltre una fucina per la lavorazione del ferro.

Nel 1601, Camilla Scanzi vedova Comotti, lasciò 200 lire planet alla Parrocchia costituendo una capellania, la capellania Comotti all’altare di S. Rocco, per la celebrazione di una Messa quotidiana.

Verso la fine del ‘600 gli Scanzi, che abitavano a Brescia in Via S, Chiara al numero 14, vendettero le proprietà in Brescia, Nave, Collebeato ai nobili Serina ed affittarono la cartiera di Caino per Lire 198 annue. Agli Scanzi subentrarono i Brozzoni che si stabilirono a Caino agli inizi del 1700 e continuarono la lavorazione della carta.

Che fosse una famiglia agiata e rinomata è dimostrato anche dal fatto che fornì tre sacerdoti, don Biagio (prete in Caino dal 1760 al 1779), don Giacomo (arciprete del paese nel 1800) e don Angelo (coadiutore dal 1826 al 1865). Di quest’ultimo, un quadro conservato nella sacrestia della chiesa parrocchiale, ci informa che nacque nel 1802 e che in seguito fu vicario foraneo a Preseglie.

G.B. Brozzoni intorno al 1730 fece costruire la chiesetta del Follo dedicandola al santo del suo nome. Morì nel 1775 e vi fu sepolto. Sulla sua tomba è scritto: “IC IACENT OSSA JOANNIS BROZZONI OBIT DIE XXIII IULII 1775”.

In una relazione del 1734 in occasione della visita del cardinale Angelo Maria Querini, il rettore don Giuseppe Ghedi ancora non accenna alla chiesetta di S. Giovanni Battista. Probabilmente fu edificata in seguito, forse proprio da quel Giovanni Brozzoni che là è sepolto e dedicata al suo Santo.

In realtà la chiesina è dedicata a due santi e all’interno sono esposti due quadri: quello sull’altare rappresenta S. Giovanni Battista, l’altro S. Antonio Abate.

Vi è anche una scultura di Tarcisio Bertoli, per la verità di non grande interesse. Si tratta di un primo studio eseguito nel 1936 della Pietà per il santuario della Madonna delle Fontane. E’ collocata a ridosso della parete in sostituzione di un vecchio arazzo consunto.

Sui muri vicini sono visibili due dipinti che rappresentano la Fuga in Egitto e la Deposizione. Si tratta, di opere di pregevole fattura, purtroppo assai deteriorate.

Alla chiesetta vi si reca per la celebrazione della Messa il 24 giugno, S. Giovanni Battista e il 17 gennaio, S. Antonio Abate la cui devozione si deve anche a una particolare leggenda.

Ora la cartiera originale è stata completamente trasformata, mentre quella sorta successivamente, nell’ambito della famiglia Comini, è ridotta in rovina.

 

L’APPARIZIONE DI S. ANTONIO

Quel pomeriggio, quando l’incendio divampò, il Follo era deserto. Era Domenica infatti e gli operai della cartiera non lavoravano. Anche i contadini che da poco avevano portato al sicuro l’ultimo carro di fieno erano andati in paese per le sacre funzioni e per qualche ora di svago. Il fuoco che a lungo aveva covato sotto gli stracci e la carta, guizzò improvviso, si allungò rapidamente e, favorito da sterpi disseccati, si preparò ad assalire la colombaia. In quei mesi l’erba era cresciuta abbondante e c’era fieno in ogni angolo. Anche sotto il tetto della chiesetta di S. Giovanni Battista era stato ricavato un fienile che, ricolmo e aperto, spandeva per strada un intenso profumo.

Unico presente al Follo era un certo Batistì, rimasto suo malgrado. Quel giorno infatti aveva mangiato come non ricordava da anni e naturalmente alzato un po’ il gomito, e sonnecchiava piacevolmente al fresco sulla loggia mentre fuori il sole di luglio arroventava la strada.

Quando tra un pisolino e l’altro alzò la testa dal tavolo non colse immediatamente la stranezza di ciò che vide: un fraticello passeggiava tranquillamente sul tetto della chiesa, vestito di saio, col cordone bianco ai fianchi e un breviario aperto fra le mani. Ci volle un certo tempo perché la mente annebbiata di Batistì afferrasse l’eccezionalità della cosa. Balzò dalla sedia facendosi il segno di Croce: mai più avrebbe ecceduto con il vino in avvenire! Ma il fraticello era sempre lì, sul tetto, che passeggiava avanti e indietro. Anche Batistì, quasi inconsciamente, fece qualche passo sulla loggia per seguirne i movimenti. Fu allora che, completamente sveglio, percepì l’odore acre del fumo e vide il Follo circondato dalle fiamme. Si precipitò di sotto rotolando per l’ultima rampa di scale e piombando in cortile in una nuvola di polvere. Si attaccò alla campana suonando come un disperato.

In paese gli uomini si guardarono scambiandosi una muta domanda, poi il fumo che si levava rese evidente la natura di quel messaggio. Accorsero in molti e tutti furono testimoni di quel fatto miracoloso: il fuoco aveva stretto in un cerchio la chiesetta ma le fiamme si innalzavano dritte verso il cielo, quasi non volessero toccare le pareti del sacro luogo.

Neppure una scintilla era caduta sul fienile, miracolosamente intatto. Era come se il piccolo frate che ancora sul tetto pregava, avesse steso intorno un’invisibile barriera contro il fuoco.

Quando il primo secchio d’acqua, passando di mano in mano attraverso una catena che arrivava dal Garza fu rovesciato per fermare l’incendio, il frate scomparve: la sua missione era finita.

Per molte ore gli uomini lottarono, ma alla fine ebbero ragione delle fiamme. La cartiera e la colombaia avevano subito danni, ma non irreparabili ed erano salvi il lavoro e la fatica di tanta gente. Anche il raccolto fu in gran parte salvato.

I dipinti del Follo furono in quell’occasione parzialmente rovinati, ma la chiesa non aveva subito il minimo danno. Tutto questo, si convenne, grazie al fraticello che aveva dato l’allarme a Batistì e protetto la casa del Signore.

La gente vide nell’umile frate S. Antonio in persona e per riconoscenza la chiesetta del Follo venne dedicata anche a S. Antonio Abate, considerato patrono dei cartai e dei contadini. Un quadro che lo rappresenta fu commissionato dagli abitanti della contrada come ringraziamento e ricordo dell’avvenimento.

 

Leggende e storie di Caino

Commissione Biblioteca Caino – 1979

F. Gatelli Dicembre 1985

Bollettino parrocchiale 1999


lunedì 21 dicembre 2020

AUGURI NELLA PANDEMIA

 

In questo anno di sofferenza ci è mancato molto il consueto contatto e le attività sono state ridotte al lumicino. Le Festività Natalizie sono ormai prossime e noi eravamo abituati ad incontrarci per scambiarci gli auguri nella festa del tesseramento: quest’anno non è stato possibile.

Abbiamo però mantenuto i contatti utilizzando Whatsapp con chi aveva l'applicazione, molti li abbiamo sentiti tradizionalmente col telefono. Alcuni hanno attraversato brutti momenti, altri soffrono la solitudine e le restrizioni causate dalla continua circolazione del virus.

Vi assicuro la mia vicinanza e vi auguro di superare malattia e tristezza in modo da trascorrere le Feste con tutta la serenità possibile. 

A quelli che incontrerò sarò contenta di fare gli auguri personalmente, a tutti gli altri Buon Natale, Buon Anno e tanti auguri “anticovid”.

                                                                                                            Bruna

FERMATI MA NON DOMATI DALLA PANDEMIA

 

Il “Coronavirus” ci ha impedito di ritrovarci per l’approvazione del Bilancio, ci ha impedito di partecipare alla gita di Monza, ma non ha interrotto i contatti tra di noi.

Anche quando siamo stati confinati in casa, a mezzo Whatsapp, non è mai venuto meno lo scambio di video, fotografie, riflessioni e musica. Con quelli che non disponevano dell’applicazione ci siamo sentiti telefonicamente. A fine agosto e metà settembre abbiamo gareggiato rispettivamente a Burraco e Briscola disponendoci in gruppi limitati per ogni gara, in base alla passione di ciascuno.

Continueremo a stare in contatto.

lunedì 7 settembre 2020

PROGETTO “BÖTA VIÀ NIÈNT” – ALBO DEI DONATORI


Grazie ai numerosi donatori abbiamo continuato la raccolta di oggetti antichi che ricordano i tempi passati e come vivevano i nostri nonni. Questa collaborazione importante ha già permesso in alcune occasioni di esporre al pubblico quello che è stato raccolto facendolo conoscere soprattutto ai bambini.
L’arricchimento di questo progetto dipende direttamente dal suo gradimento, se cioè è ritenuto utile non buttare quello che può costituire un ricordo. Sono tante le persone che hanno scelto di “non buttare” e noi le ringraziamo di cuore sperando che altri nomi si aggiungano all’elenco.
Per meglio rappresentare il passato sono utili anche mobili vecchi, anche se rovinati come: vecchi letti in ferro; comodini e armadi; “credenze” e tavoli; assame vecchio che possa essere usato per ricostruire altri oggetti come culle o madie. Chi vuole donare qualcosa per ricordare ed essere ricordato può telefonare ad Angelo 339-1337426.
Ai signori:
-          Azzani Fabiana
-          Azzani Pierino
-          Benini Umberto
-          Bertacchini Ferrante
-          Bertini Paolo
-          Bettini Angela
-          Cirelli Eugenia
-          Comune di Caino
-          Cooperativa Futura
-          Crotti Francesco
-          De Giacomi Adriano
-          De Giacomi Valentino
-          Domenighini don Marco
-          Gazzoli Daniela
-          Giacomelli Gianbattista
-          Gruppo Alpini
-          Maestri Gianluigi
-          Martinelli Andreina
-          Martinelli Caterina
-          Martinelli Flavia
-          Martinelli Laura
-          Martinelli Rosanna
-          Mazzoleni Narciso
-          Merigo Imelda
-          Pedrotti Angelo
-          Pedrotti Clara
-          Pedrotti Grazia
-          Piardi Maria
-          Prandini Agostino
-          Rossetti Aldina
-          Sacchetti Violetta
-          Salvetti Giuseppe
-          Sandrini Alba
-          Stefanini Roberta
-          Trami Arturo
-          Zanoletti Delia
 Zucchini Mirco

GRAZIE!!!

martedì 18 febbraio 2020

MONZA E LA VILLA REALE 21 MARZO 2020



Il GRUPPO PENSIONATI CAINO si è aggregato alla FABI per partecipare a questa gita con il programma che segue.
Sosta per il pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio visita guidata al Duomo, una delle più importanti istituzioni ecclesiastiche d’Italia, sorto e sviluppatosi sulla sede dell’Oraculum Longobardo del VI secolo d.C. e dedicato dalla regina Teodolinda a san Giovanni Battista. Oggi possiamo ammirare, in una veste diversa da quella originale, a causa dei numerosi rifacimenti. A testimoniare il fasto della decorazione gotica della chiesa resta tuttavia la celebre Cappella di Teodolinda, a sinistra del presbiterio, sulle cui pareti la bottega degli Zavattari affrescò tra il 1441 e il 1446 un vasto ciclo con Storie della Regina. Nell’altare della Cappella di Teodolinda è custodita la Corona Ferrea, una delle opere di oreficeria più importanti e dense di significato. Numerosissime sarebbero state le incoronazioni: tra cui quelle di Carlo Magno (800) e di Corrado di Lorena (1093), Federico I Barbarossa, (1158), Ferdinando I d’Austria (1838), Carlo V d’Asburgo, (1530) e Napoleone I Bonaparte. L'interno della chiesa fu poi trasformato nei secoli XVII e XVIII in un insieme barocco e rococò. Visita del Museo del Duomo con il Tesoro che costituisce una raccolta unica al mondo per la rarità e la preziosità dei materiali. Visita guidata del centro città.
Al termine partenza per il viaggio di ritorno a Brescia con arrivo previsto in tarda serata.

La quota comprende:
-       Viaggio con autopullman ed escursioni come da programma;
-       Ingressi: Duomo, Museo, Villa Reale, Giardini. (Corona ferrea a pagamento Euro 12 su prenotazione all’atto dell’adesione);
-            Guida;
-            pranzo con bevande
-     assicurazione sanitaria e bagaglio.

mercoledì 29 gennaio 2020

LUCE E GAS


ATTENZIONE
Il Decreto Milleproroghe ha spostato dal 1/7/2020 al 31/12/2021 il termine per passare al mercato libero di luce e gas. Si consiglia di non aderire a proposte telefoniche; piuttosto chiediamo la documentazione da esaminare, visto che abbiamo ancora un po’ di tempo.

TRATTORIE, OSTERIE E LICINSĬ


Ricordare non fa mai male. Otre a farci riflettere su come eravamo, viene stimolata la nostra memoria nel verificare se i ricordi sono esatti o distorti.
Cercheremo di passare in rassegna i luoghi di ristorazione e di ritrovo a Caino negli anni 1900-1950 iniziando dall’estremità più alta del paese, S. Eusebio.
Custode dell’osteria di Santoset era il Santì, Piscini Angelo, sempre cordiale ed accogliente in un luogo di passo, che nei tempi passati spezzava il lungo cammino a dorso di mulo per chi proveniva da Brescia o scendeva dalla Valle Sabbia. Si racconta che qui si fermò Garibaldi durante il trasferimento che lo doveva portare a Bezzecca.
In fondo a Novale c’era l’osteria dei Serlì di Boifava Ulivo e Giuseppe che, oltre ad essere locale di ritrovo, era anche posto dove si poteva rifocillare chi lasciava i suoi carri e animali nelle stalle vicine (i stai dei Serlì).
Scendendo verso il paese si trovava l’antica trattoria della Torre, detta dei Pasqui, famosa per il suo spiedo ideato (si dice) da Leonardo da Vinci e azionato semplicemente dall’ascensione dell’aria calda.
Poco più avanti si incontrava il Leone dei Dossi, gestito da Bertacchini Francesco, conosciuto come Cichì dei Dossi. La trattoria coincideva con l’ultima parte del caseggiato lungo la statale che dalla Romanina terminava ai giochi di bocce; di la c’era solo prato fino alla fattoria dei Matiecc.
Ci avviciniamo ancora un po’ al centro e troviamo la Trattoria dell’Armonia gestita dalle sorelle Pedrotti. Lì i giovani ballavano al suono della radiola.
Camminando lungo la via bassa sotto la statale, si giungeva all’osteria del Sèchi, gestita da Zucchini detto Caagna, il quale, da estroverso qual’era, all’esterno del locale aveva scritto “Vino cattivo”.
In fondo alla strada che porta a Villa Mattina, dove ora sta la BCC, c’era il “Cafè”, osteria gestita dalle sorelle Bertacchini Rina ed Emy (nel tempo ha subito varie trasformazioni).
A due passi, direzione Brescia, c’era la trattoria de Faüstì del Gòp, che Azzani Faustino gestiva con la moglie Zucchini Rosina (degli Orazì). Poco più avanti, nel fabbricato di Loda, c’era l’osteria del Tabachì gestita da Gioanì del maestro.
Dove ora sta il monumento dei caduti, partiva una stradina che portava alla Trattoria de la Büfola, che poi divenne Trattoria del Giardinetto gestita da Minetta Maria; l’accesso diretto all’osteria era su Via Folletto, l’attuale ingresso alla Sala Civica.
All’incrocio di Villa Mattina bassa, c’era l’osteria de Magnì, De Giacomi Giovanni. In fondo alla Vià de Sura (l’attuale Via don Gino Pirlo), c’era l’osteria di Zucchini Angilina de la vedova, moglie di Onorato dei Parolocc.
Situata all’interno di una corte, sulla sinistra poco dopo le fontane pubbliche di Villa Sera, c’era l’osteria della Romola gestita da Moreschi Maria, parente dei Pasqui.
Al Follo l’osteria di Brozzoni Biagio era situata proprio nella casa che fu residenza del nipote omonimo.
Va segnalato un particolare: tutte le trattorie avevano i giochi di bocce, ed anche la maggior parte delle osterie e licinsì, segno questo della popolarità di cui godeva questo sport.
I licinsì erano locali di mescita stagionale presso alcune aziende agricole del tempo che vendevano il vino di loro produzione.
Ne ricordiamo alcuni: i Menghegn, i Piciarei, i Minèta, i Longhi, i Pacì, i Pazocc, Carlì de Burì, Batustì.
Cilì

martedì 2 luglio 2019

COME LE FORMICHE


Con l’attribuzione da parte dell’Amministrazione Comunale di una porzione di capannone in Via Villa sera (a fianco della sede degli alpini) ora possiamo finalmente disporre di uno spazio da adibire allo stoccaggio degli articoli raccolti fino a questo momento. Entra così nel vivo il nostro progetto “Böta vià niènt” che ora si apre anche a quelli che lo ritenevano di difficile attuazione e non avevano abbandonato i loro “ricordi” temendo di non rivederli più.
Con l’occasione riconfermiamo quanto già detto e scritto: tutti gli oggetti ricevuti sono stati registrati a nome dell’offerente con la data di consegna e così continueremo a fare in futuro. E’ grazie a loro se un giorno Caino potrà avere una degna esposizione in grado di aiutare i visitatori a penetrare nella vita vissuta da chi li ha preceduti. Insieme abbiamo costituito un piccolo patrimonio di ricordi che non sarà mai più disperso. Siamo partiti tardi, è vero, ma non vogliamo perdere altro tempo. Continuate a darci ogni oggetto vecchio dal quale vi potete separare e noi lo custodiremo per voi. Cainesi, venite a scrivere il vostro nome sull’Albo dei Donatori, lascerete una traccia di voi alle giovani generazioni.

ALBO DONATORI
Azzani Fabiana
Azzani Pierino
Benini Umberto
Bettini Angela
De Giacomi Adriano
Domenighini don Marco
Crotti Francesco
Fenotti Valentino
Martinelli Caterina
Martinelli Claudio
Martinelli Laura
Martinelli Rosanna
Mazzolari Ferdinando
Mazzoleni Narciso
Merigo Imelda
Pedrotti Angelo
Piardi Maria
Prandini Agostino
Raza Samuele
Rossetti Aldina
Sacchetti Violetta
Salvetti Giuseppe
Sandrini Alba
Zucchini Mirco

giovedì 11 aprile 2019

QUALCUNO HA DETTO: NON LO SAPEVO - PUBBLICHIAMO LA CONVENZIONE.


CONVENZIONE PER LO SVOLGIMENTO DI SERVIZI FUNEBRI ED ACCESSORI A PREZZI CALMIERATI.
La presente convenzione è composta da 17 articoli:
1. Contraenti
2. Oggetto e durata della convenzione
3. Servizi funebri a prezzi calmierati
4. Servizio cippo funerario a terreno/lapide per loculi a prezzi calmierati.
5. Requisiti delle imprese
6. Personale addetto al servizio
7. Divulgazione del servizio
8. Responsabilità per lo svolgimento del servizio
9. Penalità- risoluzione del contratto
10. Controversie
11. Modifiche della convenzione
12. Corrispettivi dei servizi
13. Pagamento corrispettivi
14. Trattamento dei dati
15. Ingresso di nuove imprese
16. Disposizioni finali
17. Rinvio

ART. 1 – CONTRAENTI
La presente convenzione viene sottoscritta tra il GRUPPO PENSIONATI CAINO LA RÖDA con sede in Caino Via Villa Sera 1/1 cod. fiscale 98152000174, di seguito chiamata ASSOCIAZIONE, e le seguenti imprese di onoranze funebri:
·         LA CATTOLICA - Via Papa Giovanni XXIII n. 11 – REZZATO – P. Iva 03504700174
·         MARCHESINI GROUP -  Via Matteotti 345 – Gardone V.T. – P. Iva 02494420983
·         PIANTA IVAN - Via Fanti d’Italia 4/a – NAVE - P. Iva 03440100174
ART. 2 – OGGETTO E DURATA DELLA CONVENZIONE
La convenzione ha per oggetto l’esecuzione, nel territorio del Comune di Caino, dei seguenti servizi: a) servizi funebri a prezzi calmierati (come da successivo art. 3);
b) servizio cippo funerario a terreno/lapide per loculi a prezzi calmierati (come da successivo art. 4) I servizi di cui alle precedenti lettere a) possono essere eseguiti solo ed esclusivamente dalle imprese funebri in possesso dei requisiti previsti dal vigente regolamento Regionale 09.11.2004 n. 6.
Si precisa che:
1-      la sottoscrizione della presente convenzione non determina alcun diritto di esclusiva, in quanto i cittadini committenti sono liberi di rivolgersi ad imprese che non hanno sottoscritto la presente convenzione.
2-      Il cittadino committente ha il diritto di chiedere l’esecuzione dei servizi di cui al precedente punto a) alla ditta prescelta e di rivolgersi a un’altra azienda per i servizi di cui al punto b).
3-      È fatto obbligo all’Impresa di portare a termine i servizi ai prezzi e condizioni di cui alla presente convenzione senza alcuna modifica.
4-      La convenzione ha durata di anni 3, con decorrenza dal 15.04.2019 e scadenza il 15.04.2022. La convenzione scadrà nel termine sopra indicato automaticamente e senz’altra formalità, a meno che le parti non convengano espressamente il rinnovo della stessa, mediante sottoscrizione di un nuovo atto, essendo escluso il rinnovo tacito.

ART. 3 – SERVIZI FUNEBRI A PREZZI CALMIERATI
Il servizio di funerali a prezzi calmierati comprende le seguenti prestazioni:
A) servizio funebre per salme destinate all’inumazione nel cimitero di Caino:
1) Fornitura di feretro in legno dolce (abete) o legno duro (mogano liscio), regolare per l’inumazione, completo di croce o altro simbolo religioso e targa di riconoscimento, imbottito interamente in simil raso, con cuscino e velo in tulle e pizzo, utilizzo di sacco biodegradabile, materassino;
2) Cella frigorifera (se necessaria)
3) Allestimento camera ardente con tappeto, catafalchi due candelabri e simbolo religioso;
4) Fornitura di fiori: 1 cesta di rose (composte indicativamente da 50 rose) e un cuscino;
5) Composizione, vestizione e cura della salma;
6) Servizio drappo funebre, tavolino e registro per raccolta firme;
7) Disbrigo di tutte le pratiche amministrative;
8) Organizzazione della cerimonia funebre;
10) Assistenza alle esequie;
11) Trasporto salma (recupero da struttura sanitaria entro 25 km);
12) Trasporto salma a bara aperta entro 25 Km;
13) Carro funebre, sosta per rito funebre religioso o civile, trasporto all’interno del cimitero comunale fino al luogo di sepoltura) con 4 portantini previsti dalla normativa regionale;
14) Annunci necrologici: stampa e affissione di 20 manifesti
B) servizio funebre per salme destinate alla tumulazione per 30 anni nei cimiteri di Caino:
1) Fornitura di feretro in legno dolce (abete) o legno duro (mogano liscio), regolare per la tumulazione per 30 anni, completo di croce o altro simbolo religioso e targa di riconoscimento;
2) Fornitura secondo cofano in zinco imbottito interamente in simil-raso , con cuscino e velo in tulle e pizzo, materassino, dotato della valvola prevista dalla normativa;
3) Sigillatura a stagno del feretro in zinco;
4) Cella frigorifera (se necessaria)
5) Allestimento camera ardente con tappeto, catafalchi, due candelabri e simbolo religioso;
6) Fornitura di fiori: 1 cesta di rose (composte indicativamente da 50 rose) e un cuscino;
7) Composizione, vestizione e cura della salma;
8) Servizio drappo funebre, tavolino e registro per raccolta firme;
9) Disbrigo di tutte le pratiche amministrative;
10) Organizzazione della cerimonia funebre;
11) Assistenza alle esequie
12) Trasporto salma (recupero da struttura sanitaria entro 25 km;
13) Trasporto salma a bara aperta entro 25 Km;
14) Carro funebre, sosta per rito funebre religioso o civile, trasporto all’interno del cimitero comunale fino al luogo di sepoltura) con 4 portantini secondo quanto stabilito dalla normativa
15) Annunci necrologici: stampa e affissione di 20 manifesti.
C) servizio funebre per salme destinate alla cremazione nell’impianto di Brescia e quindi al cimitero di Caino:
1) Fornitura di feretro in legno dolce (abete) o legno duro (mogano liscio) regolare per la cremazione, completo di croce o altro simbolo religioso e targa identificativa;
2) Cella frigorifera (se necessaria)
3) Cremazione e urna cineraria;
4) Allestimento camera ardente con tappeto, catafalchi, due candelabri e simbolo religioso;
5) Fornitura di fiori: 1 cesta di rose (composte indicativamente da 50 rose) e un cuscino;
6) Composizione, vestizione e cura della salma;
7) Servizio drappo funebre, tavolino e registro per raccolta firme;
8) Disbrigo di tutte le pratiche amministrative;
9) Organizzazione della cerimonia funebre;
10) Assistenza alle esequie;
11) Trasporto salma (recupero da struttura sanitaria entro 25 Km;
12) Trasporto salma al più vicino impianto per la cremazione e ritorno;
13) Carro funebre, sosta per rito funebre religioso o civile, trasporto all’interno del cimitero comunale con 4 portantini secondo quanto stabilito dalla normativa.
14) Annunci necrologici: stampa e affissione di 20 manifesti.
Restano esclusi dal Servizio Funebre calmierato:
·         Tutte le tasse, tariffe e diritti comunali ed ogni altro eventuale diritto;
·         La concessione di loculi, cellette, fosse ecc..
·         Tutto quanto non specificato nelle precedenti lettere A), B), C).
Resta inteso che qualunque servizio extra non compreso nel servizio di tipo calmierato, effettuato dall’impresa di onoranze funebri su preciso mandato dei familiari, sarà debitamente fatturato a carico dei familiari stessi. Il committente decide a quale impresa tra quelle convenzionate richiedere la prestazione.
ART. 4 – SERVIZIO CIPPO FUNERARIO A TERRENO/LAPIDE PER LOCULI A PREZZI CALMIERATI.
A) Il servizio cippo funerario a terreno prevede quanto segue:
* Fornitura, posa e lavorazione di cippo funerario a terreno in marmo botticino lucido con le caratteristiche sotto indicate;
* Testata in botticino lucido di spessore cm 6, altezza cm 100 e larghezza cm 55;
* Recinto in botticino lucido lunghezza mt. 1,50, larghezza mt. 0,60 con spessore di cm 6 e altezza cordolo fuori terra cm 12;
* Base di sostegno della testata cm 60 per 60 per 3 (la struttura interrata di sostegno non deve sporgere dal terreno);
* Lettere incise;
* Foto ceramica a colori;
* Croce o altro simbolo religioso inciso;
* Vaso portafiori in marmo botticino lucido;
* Cartello provvisorio con fotografia e dati identificativi del defunto nel punto della sepoltura;
* Tombale provvisorio in attesa del cippo definitivo, completo di fotografia plastificata, epigrafe plastificata, vaso portafiori, cero votivo a batteria.
Per quanto non precisato, si rinvia al Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria di Caino con le ultime modifiche e integrazioni.
B) Il servizio lapide per loculi prevede quanto segue:
* Lavorazione e posa di lapide per loculi con le caratteristiche previste nel Regolamento Comunale su menzionato;
* Lettere incise;
* Foto ceramica a colori;
* Croce o altro simbolo religioso inciso;
* Vaso portafiori in marmo botticino lucido;
* Lampada votiva;
* Tombale provvisorio con fotografia/epigrafe plastificata.
C) Il servizio lapide per urne cinerarie prevede quanto segue:
* Lavorazione e posa di lapide per loculi con le caratteristiche previste nel Regolamento Comunale su menzionato;
* Lettere incise;
* Foto ceramica a colori;
* Croce o altro simbolo religioso inciso.
Resta inteso che qualunque servizio extra non compreso in questo articolo, effettuato dall’impresa su preciso mandato dei familiari, sarà debitamente fatturato a carico dei familiari stessi. Il committente decide a quale impresa tra quelle convenzionate richiedere la prestazione.
ART. 5 - REQUISITI DELLE IMPRESE
Le imprese funebri che svolgono i servizi di cui alle lettere a) del precedente articolo 2 dichiarano di essere in possesso dei requisiti previsti dal vigente regolamento Regionale 09.11.2004 n. 6.
ART. 6 - PERSONALE ADDETTO AL SERVIZIO
Per tutte i servizi oggetto della convenzione, l’appaltatore si avvarrà di personale qualificato idoneo allo svolgimento del servizio, nel pieno rispetto della normativa sui contratti di lavoro dell’area di appartenenza e della normativa di sicurezza dei lavoratori. L’Associazione è esonerata da qualsiasi responsabilità al riguardo. Inoltre, il personale adibito ai servizi funebri deve risultare idoneo e deve sempre mantenere un comportamento rispettoso e consono alla circostanza.
ART. 7 - DIVULGAZIONE DEL SERVIZIO
L’Impresa convenzionata ha l’obbligo di far conoscere ai richiedenti l’esistenza dei servizi di cui ai precedenti articoli 2-3, indicandone le condizioni ed il tariffario vigente.
E’ altresì obbligo per l’Impresa compilare la dichiarazione di effettuazione del servizio funebre tipo calmierato e del servizio cippo /lapide , che deve essere controfirmata dal committente e fatta pervenire via mail all’Associazione entro 1 mese dall’effettuazione del servizio. Al fine di verificare la corretta applicazione della Convenzione, le Imprese sottoscrittici della stessa autorizzano l’Associazione ad effettuare ogni forma di controllo presso gli utenti del servizio, circa la regolare applicazione delle condizioni e dei prezzi applicati.
L’associazione da parte sua darà la più ampia pubblicità della sottoscrizione della presente convenzione, indicandone le condizioni essenziali ed i prezzi applicati.
ART. 8 - RESPONSABILITA’ PER LO SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO
Le imprese sostengono direttamente tutti i costi del servizio e si assumono ogni responsabilità nei confronti del personale e dei terzi derivanti da qualsiasi atto o fatto inerente lo svolgimento del servizio. L’Associazione è esente da ogni responsabilità al riguardo.
ART. 9 – PENALITÀ- RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
L’impresa convenzionata avrà l'obbligo di uniformarsi alle disposizioni di cui alla presente convenzione ed alle norme richiamate, relativamente ai servizi per i quali ha sottoscritto la convenzione stessa, ed effettivamente eseguiti. In caso di inadempimento (a titolo puramente esemplificativo: applicazione di prezzi o condizioni difformi da quelli in convenzione etc etc….) l’impresa convenzionata è tenuta al pagamento di una penalità il cui importo sarà di €. 200,00 elevati a 500 in caso di recidiva. Le penali dovranno essere versate all’Associazione, previa contestazione scritta dell'inadempienza, pena l’immediata risoluzione del contratto. In caso di grave inadempimento, o di ripetuta inosservanza da parte dell’Impresa convenzionata anche di uno solo degli obblighi previsti dalla presente convenzione, l’Associazione potrà risolvere la presente, senza obbligo di preavviso, diffida o di costituzione in mora. Sia nel caso di applicazione di penali che in caso di risoluzione, resta salvo il risarcimento dell’eventuale maggiore danno subito.
ART. 10 – CONTROVERSIE
Per tutte le controversie che possano sorgere sull’interpretazione, adempimento e risoluzione della convenzione, è competente il Foro di Brescia.
ART. 11 – MODIFICHE DELLA CONVENZIONE
L’Associazione si riserva la facoltà nel corso della convenzione ed in qualsiasi momento di rivedere, d’accordo con le Imprese sottoscrittrici, la presente convenzione apportandovi le modifiche rese necessarie sia per ovviare a inconvenienti riscontrati durante la gestione, sia per migliorare il servizio.
ART. 12 – CORRISPETTIVI DEI SERVIZI
L’importo dei servizi cui all’art. 3 lettere A),B),C) della presente convenzione (servizio funebre a prezzi calmierati) ammonta:
- servizio di inumazione (lett. A) dell’art. 3 della presente convenzione): Euro 2.700,00
- servizio di tumulazione (lett. B) dell’art. 3 della presente convenzione): Euro 2.850,00
- servizio di cremazione (lett. C) dell’art. 3 della presente convenzione): Euro 3.300,00
Si precisa che gli importi citati sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 26.10.1972 n.633 e successive modificazioni.
L’importo dei servizi di cui all’art. 4 della presente convenzione ammonta:
* Servizio di cui alla lett. A) dell’art. 4 della presente convenzione (cippo funerario a terra): Euro 1.100,00 + I.V.A;
* Servizio di cui alla lett. B) dell’art. 4 della presente convenzione (lapide per loculi): Euro 700,00+ I.V.A.
* Servizio di cui alla lett. C) dell’art. 4 della presente convenzione (lapide per urne cinerarie): Euro 250,00+ I.V.A.
Gli importi indicati si intendono fissi per tutta la durata della convenzione, senza alcun adeguamento ISTAT.
 ART. 13 - PAGAMENTI CORRISPETTIVI
I pagamenti dei corrispettivi dovuti per i servizi di cui ai precedenti articoli 3-4 saranno effettuati direttamente dal committente all’Impresa cui è stato affidato il servizio. Nessuna responsabilità è imputabile all’Associazione in caso di insolvenza da parte del committente.
ART. 14 – TRATTAMENTO DEI DATI
La ditta assume l’obbligo:
1) di mantenere riservate le informazioni ed i dati di cui venga in possesso, non li divulghi e non ne faccia oggetto di sfruttamento a qualsiasi titolo. L’obbligo non concerne i dati e le informazioni che siano o divengano di pubblico dominio;
 2) di rispettare scrupolosamente le norme previste dal D.Lgs. 196/2003 e successive inerenti la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.
ART. 15 – INGRESSO DI NUOVE IMPRESE
La convenzione rimane aperta durante il suo periodo di validità prevista di tre anni, come previsto dal precedente articolo 2. Tutte le convenzioni, in qualsiasi momento stipulate, scadono comunque automaticamente e senz’altra formalità nel termine previsto dal precedente articolo 2.
ART. 16 -DISPOSIZIONI FINALI
Per tutto quanto non previsto dalla presente convenzione si richiamano le disposizioni generali vigenti in materia. Tutte le spese inerenti e conseguenti alla stipula della presente convenzione sono a carico dell’impresa.
ART. 17  RINVIO
Per quanto non disposto nella presente convenzione, si rinvia alle seguenti norme: - L.R. 33/2009; - R. R 6/2004; - Regolamento comunale di Caino.